lunedì 31 ottobre 2011

El primero dia in Bissau

Buon viaggio, cappelli e bambum... No, non siamo già impazziti per il caldo africano o qualche chilometro di troppo: in queste poche parole c’è il saluto benaugurante pre-partenza e il succo dei primo giorno made in Bissau. Arrivati senza troppi intoppi in Guinea Bissau nella calda notte, abbiamo già affrontato il primo approccio con la realtà. I giuseppini del Murialdo che ci hanno gentilmente ospitati, l’instancabile Giusy che ci ha accompagnati in giro per la città, con la sua guida sportiva ora che i semafori ci sono ma non funzionano. Ed eccoci al Bandim, il mercato cittadino che ci accoglie tra banchetti di carne macellata al momento e frutta, lamine di ferro e bambini che giocano alla playstation. Sì, alla playstation.
Poi di colpo, Casa Bambaran. Un orfanotrofio e una casa d’accoglienza per bimbi, che si colora a festa grazie alla maestria delle donne che ci lavorano e la voglia di giocare dei più piccoli. C’è Mumi che la mamma ha lasciato al suo destino perché ha la testa rotta nel vero senso della parola, ma si è operata in Italia e ora è sanissima, c’è AnaClara di cui i genitori si sono disfatti dopo pochi giorni dalla nascita, ma che ora ha tante persone a cui chiedere Bambum, ovvero “prendimi in braccio”.
E in braccio ci vogliono stare anche i tanti bambini ricoverati alla Clinica Bor, esempio di efficienza e buona volontà di medici e personale come Dionisio e Fernando, cervelli di ritorno. Hanno studiato in Italia, ma sono voluti tornare e mettere la professionalità a disposizione della loro terra. È la via del “yes, we can”: la scritta l’hanno riportata anche nel giardino della clinica per convincersi che “si può fare”, nella zona della città che non a caso ospita anche la scuola primaria “Barack Obama”.
E ora, eccoci a scrivere da Bigene, dove con il foggiano Padre Ivo ci siamo sciroppati una settantina di km percorsi “solo” in 3 ore e mezza. Quaranta con l’asfalto, trenta di foresta verso il nord del Paese. Meno male che ad attenderci, oltre alla gente dei villaggi che correva a salutare se richiamati dal clacson della Toyota, c’era anche la pizza di Rosa da Deliceto.
E finisce così il primero dia in Guinea Bissau. Ah, “buon viaggio e cappelli” ce l’ha suggerito l’ultima persona che abbiamo incontrato prima da partire da Roma. Ci ha spiegato che l’insolazione fa brutti danni. Finora pochi, ma tanto sudore.

domenica 30 ottobre 2011

Aereoporto di Lisbona

Eccoci in terra portoghese, scalo intermedio verso la Guinea Bissau.
Ultimi preparativi, ultimi contatti dall'occidente, ultimo freddo...primi nell'attesa, il volo è tra 5 ore.
Lontani dai nostri bagagli, sempre più vicini a Bissau.

Aereoporto di Roma

Si va...

domenica 23 ottobre 2011

...impara la tua direzione da gente che non ti somiglia...



Ci siamo! Zaino? c'è, videocamera? c'è!, taccuino? c'è!, libro? c'è, passaporto? c'è!, imodium? c'è!, compagni di viaggio? 1-2-3, ci sono! Tutto pronto per il ritorno in Guinea Bissau, per sempre il cuore della nostra Africa, dopo la prima esperienza cinque anni e una vita fa. Grazie a Solidaunia ci andammo la prima volta per un campo estivo, al fianco dell'ENGIM, e ancora grazie alla onlus foggiana riusciamo a tornarci, stavolta per un viaggio che ci vedrà percorrere questo piccolo ma unico Paese, da nord a sud, da est a ovest, dalle sue isole alle sue foreste, per scoprire, filmare, fotografare, capire, studiare, vivere. Con un solo obiettivo: mettere a disposizione di tutti più strumenti e conoscenze per affiancarsi al popolo della Guinea Bissau in un modo sempre più competente e rispettoso.
Per quanto ci riguarda, beh lì saremo noi gli "stranieri", ci immergeremo nella "gente che non ci somiglia" come cantano i Mercanti di Liquore in questa ballata d'altri tempi, saremo noi a subire le occhiate diffidenti che lanciamo ogni giorno agli immigrati delle nostre città.
Un saluto a tutti, sabato si parte..bando alle ciance e pronti, via! perchè...

"...il viaggio è la gioia del tempo
pericolo è stare rinchiusi..."



giovedì 20 ottobre 2011

a1oradaqui


a1oradaqui”…la prima domanda che sorge spontanea è: dov’è ‘qui’?..beh ‘qui’ può essere l’Italia, ‘qui’ può essere la Guinea Bissau, non c’è una risposta giusta, o meglio non ce n'è una sbagliata, o meglio ancora, come direbbe Caparezza: “…ogni cosa giusta rivela il suo contrario e se non sei d’accordo mi dispiace per te…”. Solo un’ora è invece il fuso orario che divide questi due paesi, un titolo ovviamente ironico (ma non troppo) per un diario di viaggio che attraverso i nostri racconti, le nostre emozioni, i nostri occhi (che si tradurranno per voi in foto e video), proverà a far conoscere una realtà distante quasi 5.000km, ma incredibilmente solo…a1oradaqui!


foto: geoatlas.com